Fit-Cisl Lazio e Telefono Rosa organizzano “Sentinelle nei luoghi di lavoro”: formazione per contrastare la violenza di genere

La violenza di genere passa anche dal controllo dello stipendio e dall’accesso al denaro, dalla continua svalutazione e colpevolizzazione della donna, per sfociare talvolta in atti fisici o sessuali.
Per riconoscere questo fenomeno e aiutare chi ne è vittima, il Coordinamento Donne e politiche di genere della Fit-Cisl del Lazio ha organizzato il corso formativo “Sentinelle nei luoghi di lavoro”, tenuto dalle professioniste del Telefono Rosa, che ha avuto inizio questa mattina presso la sede della Fit-Cisl del Lazio, a Roma e proseguirà domani e il 6 marzo dalle 10 alle 15.
Un’iniziativa che, hanno spiegato la Segretaria Regionale Stefania Fabbri e la Responsabile del Coordinamento Donne della Fit-Cisl del Lazio Ileana Pulito, è orientata a “fornire un aiuto concreto alle vittime di violenza attraverso una rete di sindacaliste e sindacalisti formati, in grado di riconoscere, accogliere ed orientare le persone che ne abbiano bisogno. Il sindacato, forte di una nuova competenza, rappresenta, ancora di più, un punto di riferimento importante nei luoghi di lavoro”.
Alla prima giornata del corso formativo, che si è aperta con i saluti del Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, ha partecipato la presidente del Telefono Rosa e avvocata penalista Antonella Faieta che, insieme alla psicoterapeuta Maria Giovanna Dema, ha illustrato quali siano i segnali che caratterizzano il ciclo della violenza: cambiamenti improvvisi nell’umore del partner, isolamento sociale, colpevolizzazione, svalutazione e ciclicità degli episodi.
Nel pomeriggio, un focus dell’avvocata Stefania Orecchio sulle molestie nei luoghi di lavoro, sul mobbing, lo stalking e sulla violenza psicologica, verbale e fisica.
“Uno dei ruoli principali del sindacato – hanno spiegato Fabbri e Pulito – consiste nel contrastare isolamento e solitudine, fenomeni che, di certo, non aiutano le donne a uscire dalle spirali violente. Anche per questo motivo è importante che si conoscano le norme a tutela delle donne e che si conosca la rete di luoghi a loro sostegno: i centri antiviolenza, luoghi in cui si può ricevere sostegno anonimo, gratuito e non giudicante, le case rifugio, le case di semiautonomia”.
