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Rider, Masucci: “Nominato un delegato sindacale in Deliveroo, adesso al via la campagna ‘I want you’”

“E’doveroso riunire i lavoratori dei comparti di frontiera, in cui l’innovazione corre più veloce dei diritti. Dalle tutele in caso di gravi condizioni meteo fino alle più generali questioni contrattuali, il cammino è lungo e va percorso con entusiasmo”

“Al termine di un confronto tra lavoratori sulle principali problematiche contrattuali, salariali e normative che riguardano il mestiere di rider, è stato designato delegato sindacale  Elio Sabbatini, da oggi Rsa Fit-Cisl nella società Deliveroo. Adesso entreremo nel pieno della nostra campagna ‘I want you’, con la quale intendiamo riunire i lavoratori al fine di rendere più protetta, garantita e retribuita la loro attività di fattorini. Solo uniti i riders potranno ottenere grandi risultati: sindacato significa ‘vincere insieme’, e la nostra esperienza storica può e deve essere utile a nuove conquiste”.
E’quanto rende noto il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, aggiungendo che “ogni grande cammino si intraprende con piccoli passi, e riteniamo che questa nomina, la seconda di questo genere in Italia, possa portare cambiamenti importanti a beneficio di tutti i lavoratori del comparto. Non è possibile negare che l’ingresso delle piattaforme e della tecnologia stia cambiando il mondo del lavoro, ma è al contempo necessario porsi l’obiettivo di migliorare quei comparti di frontiera, in cui l’innovazione corre più veloce dei diritti. Sul nostro territorio, data la pandemia, l’aumento dei rider è stimabile intorno al 35%: si tratta di persone a cui non soltanto non sono garantite ferie, malattia, permessi, ma che per pochi euro l’ora si trovano ad effettuare consegne anche in gravi condizioni meteo, e con minime coperture in caso di infortunio. La quasi totalità dei lavoratori si trova inoltre, di fatto, ad effettuare consegne al piano alla clientela, anche se ciò non è formalmente previsto, oltre che gravoso sul lungo termine. E’ora di dire basta allo ‘strapotere’ di algoritmi dietro cui si celano persone, politiche, strategie aziendali, ed è ora di dire ‘stop’ anche al meccanismo di valutazione unilaterale dei fattorini, del cui operato, spesso, si chiede una valutazione online. Sarebbe opportuno che, in apposite app, fossero anche i rider a valutare le aziende, come già avviene in Germania, e che le realtà più socialmente responsabili fossero ‘premiate’ dalla clientela, con un’apposita opera di sensibilizzazione dei consumatori: il monitoraggio non può essere soltanto a beneficio delle aziende, e a svantaggio dei lavoratori”.
“La strada che abbiamo davanti è ancora lunga – conclude il sindacalista -, ma un dato è certo: il mestiere di rider non è un ‘lavoretto’, e troppe persone, troppe famiglie basano la loro sussistenza su questa attività, che deve essere debitamente riconosciuta. Faremo tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo, partendo innanzitutto con la campagna di volantinaggio ‘I want you’”.

 

 

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