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Ama, Masucci: “Termovalorizzatore è notizia importante che attendiamo da tempo”

In Europa soltanto la nostra Capitale e Atene non chiudono il ciclo dei rifiuti: portarli altrove ci costa 170 milioni annui ed è una scelta energetica miope”                

 

“La realizzazione di un impianto di termovalorizzazione a Roma è l’annuncio che attendevamo: come abbiamo spesso ripetuto, la nostra capitale è, insieme ad Atene, l’unica in Europa che non chiude ancora il ciclo dei rifiuti sul territorio. La conseguenza della mancanza di impiantistica è sotto gli occhi di tutti: abbiamo la Tari più alta d’Italia perché spendiamo 170 milioni di euro annui per il trasporto dei rifiuti in altre regioni”.

E’il commento del segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, alle dichiarazioni odierne del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

“Il modello ‘Copenhagen’, città che ospita un termovalorizzatore sul cui tetto si può sciare, è un esempio evidente di come la chiusura del ciclo dei rifiuti possa avvenire in modo non inquinante e rispettoso dell’ambiente. Un moderno impianto oggi permetterebbe di andare verso la chiusura del ciclo e – anche con il coinvolgimento diretto della cittadinanza – di contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione e diversificazione: l’energia fornita, se sfruttata attraverso il teleriscaldamento, consentirebbe la sostituzione di parte delle caldaie condominiali cittadine, particolarmente impattanti nell’atmosfera. Con l’inizio del conflitto in Ucraina, l’autosufficienza energetica è un tema ancora più stringente che in passato”.

Nella ricerca contenuta nel libro “Rifiuti e mobilità, questioni Capitali” che abbiamo presentato lo scorso settembre, si analizza empiricamente come la mancata autosufficienza nella chiusura del ciclo abbia evidenti  ripercussioni anche sui servizi di pulizia delle strade e sul decoro: in poche parole, la carenza impiantistica contribuisce fortemente all’emergenza rifiuti a cui di volta in volta la città di Roma deve far fronte”.

“Come abbiamo spesso ripetuto e proposto – conclude il sindacalista – siamo convinti che l’annuncio di oggi vada nella giusta direzione. E’ importante andare avanti anche con un ampliamento di organico e di mezzi, per restituire a Roma il decoro che merita. Riteniamo inoltre importante puntare sulla qualità della raccolta differenziata e non soltanto su quantitativi percentuali che non tengono conto della possibilità effettiva di riciclo”.

 

 

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