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Alitalia, Fit-Cisl Lazio: “L’ultimo volo della compagnia non fermerà la nostra protesta”

“Ieri, con l’ultimo volo Alitalia, si è chiusa un’epoca: un’epoca in cui il nostro Paese, dotato di un patrimonio turistico-artistico straordinario, aveva la sua compagnia di bandiera, di cui adesso resterà una lontana ombra. Per quanto ci riguarda, dopo mesi estenuanti di proteste praticamente quotidiane, possiamo dire di non essere stati ascoltati: 8mila lavoratori sono in esubero sul territorio nazionale, e il 90% di queste famiglie lavora e vive a Roma e nel Lazio. Continueremo a protestare, per la tutela dei lavoratori diretti e dell’indotto. Anche oggi siamo in protesta a Fiumicino”.

E’quanto si legge in una nota del Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, e del Segretario territoriale responsabile del dipartimento Trasporto Aereo della Fit-Cisl del Lazio, Stefania Fabbri, in cui si aggiunge che “sin dall’inizio dello scoppio della pandemia abbiamo chiesto un sostegno per il comparto del Trasporto aereo, colpito a morte dalla crisi portata dal Covid19, denunciando il fatto che migliaia di famiglie dei comparti aeroportuali di Fiumicino e Ciampino erano a rischio. Ci siamo trovati a gestire invece decisioni che non solo non valorizzano il settore, ma che hanno previsto un forte ridimensionamento della flotta aerea e del numero dei dipendenti in capo ad Alitalia. I lavoratori, reduci da anni di sacrifici e incertezze, sono nel più totale sconforto, senza prospettive. Abbiamo fatto di tutto per essere ascoltati: abbiamo celebrato il ‘funerale’ di Alitalia, con una bara recante il suo logo, abbiamo portato in piazza il flash mob ‘l’aereo di carta’, con maschere che richiamavano la famosa serie ‘La casa di carta’, abbiamo svolto presidi di fronte a pressoché tutte le sedi coinvolte; soprattutto, abbiamo cercato di fare in modo che la disperazione di migliaia di lavoratori fosse ascoltata. Non sarà oggi il giorno in cui ci arrenderemo”.

 

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