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Trasporto aereo, la Fit-Cisl Lazio con una bara davanti al Mise: “Comparto non deve morire, sul territorio oltre 40mila lavoratori in bilico”

“La situazione è disperante, non sappiamo più come farci ascoltare: oggi siamo di fronte al Mise con una bara per sottolineare che il Trasporto aereo non deve morire. Ne va di decine di migliaia di dipendenti sul territorio, circa 40mila famiglie se consideriamo l’indotto”.

È quanto dichiarano il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, e il segretario Regionale Responsabile del Trasporto aereo della Fit-Cisl del Lazio, Stefania Fabbri, aggiungendo che “se non si interviene rapidamente, con una vera politica di salvataggio di Alitalia e di supporto al comparto, deve essere chiaro che sarà celebrato il funerale del Trasporto aereo. Ne deriverebbe un dramma sociale nella nostra Regione, che occupa l’80-90 per cento degli addetti sul territorio nazionale, per non parlare dell’aeroporto di Fiumicino, che rischierebbe di diventare una vera e propria ‘città fantasma’. Le comunità aeroportuali nella nostra Regione, lo ribadiamo, danno lavoro a 40mila persone. A ciò si aggiunge la crisi occupazionale che il collasso del Trasporto aereo provocherebbe nel settore alberghiero, museale e commerciale, in un territorio che, come il nostro, ha una fortissima vocazione turistica”. “Ascoltiamo quotidianamente la voce di persone disperate – concludono i sindacalisti – e vogliamo dire a tutti che non staremo fermi mentre si celebra il funerale di Alitalia  e di un comparto strategico per il sistema Paese”.

 

 

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